L'Alchimia del verbo

Francesco Maria Tipaldi . blog di poesia contemporanea viennese

Alla nascita di un figlio

Quando nasce un bambino, le famiglie
lo vorrebbero intelligente.
Io che per intelligenza
mi sono rovinato l'esistenza
posso solo sperare che mio figlio
riesca a dimosrarsi
ignorante e un pò pigro di cervello.
Perchè allora, al Consiglio dei ministri,
se ne vivrà tranquillo.

Bertolt Brecht

angolo medio

Il balbuziente ha sotterrato i suoi piedi

e tu dici, la terra sarà lieve.

 

Quando feci ritorno i vecchi erano morti

e si era presa l’abitudine di pranzare in giardino.

Equidistante

ogni testa   […]

- Lei dà l’impressione di non ascoltare

quello che dico –

mio Dio, una volta il nostro rapporto era più diretto,

la vecchiaia ti ha reso taciturno

e meno scherzoso.

 

 

avanzi

Per gli ebrei erranti!

-Gli avanzi di cibo mortale si conservano per poco-

due ore dopo la festa, un'odor di putredine e sonno

risale a fatica dallo sfiatatoio.

Tra le poltiglie il silenzio canta la sua cantilena

gorgoglia nelle bocche degli addormentati,

ma un cane abbaia.

Il monte adombrato sembra un onda immobile

-lo sarà stato?-

 

 

 

Dall'antologia Napoli / Verso (Kairos edizioni 2007) sopra raffigurata.

I cachi (Atti I, II e III)

Atto I  ( il volo della Balena )

 

Dicono sia questo il tempo dei cachi.

Arancio come i cachi era il topo

enorme gatto bianco-arancio.

Eccomi tra i piedi uno di quei fichi

Le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra,

come quando un albero di fico, sbattuto dalla bufera

Fico gonfio e vecchio, dalla smagliatura

sanguina la sua polpa.

La ferita rossa è dolore che nasce

Gah: ha ingravidato il mio grembo fangoso, e di fango

è la nostra memoria

bambina.

 

Ho visto passare una balena tra le montagne

il Capodoglio ingoiava tutti gli uccelli sulla sua via.

Ora Bed: quando spingeva  nella mia carne

gonfiava il collo e fissava un unico punto.

E’ questa spelonca

questa caverna muschiosa e nera

il languore della miracolosa Avvocata.

Chi ha portato

alla negazione del fanale?

Ioiakìm (pazzo): Sono quello che la mia gioia ha consumato

cari nipoti. Non gioite assolutamente non gioite.

Il verbo sia fuoco, sia coltello

il coltello del macellaio penetrava in profondità

nella carne della vacca.

Ossa e muscoli sei figlio di tuo padre.

Thomas Edison ha tagliato le gole alle candele

e tu mi chiedi di sapere?

Le donne di prima mattina mangiavano cioccolatini

parlavano di tende e di uccelli.

La linea che porta gli uccelli da un ramo all’altro

era la stessa linea

 

Non sa e non può né sapere, né immaginare.

Hai lo stesso naso di tuo padre, specialmente di profilo.

 

Quell’ammasso di immagini dove sbava il sole

poi lo chiamiamo mondo, senza offesa.

Essere sta a mondo.

Teho: Mondo vivo, materia viva, mondo morto, materia

La fiamma danza senz’ombra.

La fiamma non porta l’ombra, ma sulla candela

dicono che l’anima è calda.

 

Più che i corpi s’avverte il rumore

quel lamento materno, quell’orde di uccelli che sciamano

su pianure rosse-terra

gli uccelli

con facce quasi umane, di scimmia.

 

Ho associato il grembo al fango ed il fango al buio.

Avevo la fronte sulle ginocchia

-da quanto dicono- e gli occhi chiusi, chiusi e basta

ed il buio, il fango mi tenevano caldo

dove tutto ancora non era o lento

diventava respiro.

 

 

Atto II  ( la terra ingoia i suoi figli )

 

Tutta la carne è erba […] T.S.Eliot

 

Tutta la carne è erba

e se l’erba è carne, è di uomini spolpati

Oltre ai cani, persino i barbieri

fanno il pelo più bianco.

Teho: Il tempo ha reso rauco il mio cane

  e bianchi i miei peli più caldi

Il male viene dalla terra, ogni terra

ingoia

 

I cachi li ho visti imbiancare Con la testa nell’erba

-Una testa di muffa, sei testa di muffa!

 

Dall’arancione al nero al bianco

colare la carne nell’erba, nel fango

sul fondo di un grembo più vasto.

Nuova vita, nuova povertà

 

Lod (il raffinato) :

La donzella pulita ingoiava i bambini non nati

Deglutire, deglutire,

nella bocca di Dio v’è distesa di sale,

nella bocca bavosa del vecchio v’è sale

   Ioiakìm: Bloccate le nascite,

è un tempo triste il nostro, bloccate le nascite

: i nipoti mangiano pane e formaggio […]

E saremo terra e avremo fame di terra,

e da terra

mangerò le tue rosa caviglie

( La mia bocca guasta ama i frutti più dolci )

 

Appartengo al fango

vedo vermi e genitali d’asino

 

Con il ventre molle disteso sulla terra

ho la bocca piena di sangue

ed il mio è il sangue dei desolati

Deglutire, deglutire

Non ne sapevo nulla, non ne sapevano i padri

sarò il padre

dei figli più vecchi, miei figli

 

Ioiakim è sempre pazzo, Gah è incinta ,

la balena è affogata

 

 

 

Atto III  ( la carne è varcata )

 

[…] Le fondamenta volarono in alto,

le sommità scesero sul fondo.

 

( Nel nome del padre )

 

La casa venne allagata

e noi spazzammo la casa con le scope di paglia di riso

spazzammo via i vetri e l’acqua

come non fosse acqua nostra.

 

Non ricordo esattamente quando.

era tutto un pulsare la polpa,

la pelle, lo straccio era un’unica lacerazione,

  ho vomitato le mie gambe e i miei denti

  ho vomitato tutte le mie facce, tutte le facce

Ohr : Eravamo germogli di pane,

abbracciati nel fango.

 

Il posto sembrerebbe lo stesso, vi racconteranno

 

Orribile -

Dicono ancora dei cachi,

vaneggiamenti..

orribile, davvero

 

Ioiakìm : Ho lasciato i miei occhi alla mia fine

la carne è varcata, figli miei

- La contadina ucraina

continuava a lavorare senza reggipetto -

La memoria mi ha perso,

mentre il fracasso dei cani […]

orribile

 

Lui sapeva del concepimento │ l’hanno fatto,

poi la parola del fango.

 

L’anima non è calda, né una candela.

Sono un morto alle prime armi

o un embrione

- Pane e formaggio, vorrei

 

Ci sono luoghi per chi non vuole piangere

- la memoria vede sempre di meno -

Gah: ricordo i loro nomi,

avevano mani morbide i miei figli, quei miei

tesori.

 

Ed io sono andato

dove la pioggia cancella le pozze

e le merde fanno bollire la frutta, i cachi.

I campi nascondono, covano, odorano.

I cachi!

Dicono che non ho occhi e penso come un cieco

passante: quantomeno la morte

avrebbe dovuto renderti responsabile […]

 

Riposino in pace le anime divorate

orribile, orribile

l’acqua è nel lavandino

ed il giro si fa sempre più stretto

( noi non abbiamo fretta )

Come sarebbe stata la non nascita, o neppure?

 

marciume

cuore marcire poltiglia.

 

Il salotto sul fondo del lago marcisce con me
sento nelle vene trottare i cavalli neri,
le messe da morto e le carrozze e le candele.
La caverna reclina di roseti divora di fumo
disumane profondità perdute, la femmina adorna
di sangue di viola chiude le porte ai diademi
di sangue di viola. La sete sacrale di sangue di viola
trascina la notte d’estate ritòrna alle sacre
fiumane di pece di vino e divora le sorde
anime di sale, avrò visto le sorde
anime.

scoiattolame

A voi miei figli

rimasugli di cena, putrido vino, tanto vino.

Prendete e mangiatene tutti -

Non una briciola, non una sola

briciola di pane che non fosse bagnata

avevamo i piedi nell’acqua e i calzini zuppi.

Che faccio poi?- dicevo - Se scrivo sento tirare i nervi,

il cervello basso

o il collo, crollo, bastone, testa

- l’umidità non aiuta chi scrive -

 

E maledette mutande!

Vedi, Dio deve avere mutande perfette.

Le mie lo erano, ora giro con la molla allentata,

la molla allentata e i calzini zuppi.

 

La casa è bagnata e i bambini battono le scarpe nella segatura,

la segatura gialla.

La stufa è calda, ma emette un odore di vomito, credi?

Ho il ventre gonfio di sangue e di crauti novelli,

il sangue stagnante dei polli pop popòò :::

- l’umidità di per se non aiuta e lo stomaco è guasto