Alla nascita di un figlio
Quando nasce un bambino, le famiglie
lo vorrebbero intelligente.
Io che per intelligenza
mi sono rovinato l'esistenza
posso solo sperare che mio figlio
riesca a dimosrarsi
ignorante e un pò pigro di cervello.
Perchè allora, al Consiglio dei ministri,
se ne vivrà tranquillo.

Bertolt Brecht
angolo medio
Il balbuziente ha sotterrato i suoi piedi
e tu dici, la terra sarà lieve.
Quando feci ritorno i vecchi erano morti
e si era presa l’abitudine di pranzare in giardino.
Equidistante
ogni testa […]
- Lei dà l’impressione di non ascoltare
quello che dico –
mio Dio, una volta il nostro rapporto era più diretto,
la vecchiaia ti ha reso taciturno
e meno scherzoso.

POESIA E TEMPO (Stelvio Di Spigno) Parte prima
Stelvio Di Spigno
[...]
avanzi
Per gli ebrei erranti!
-Gli avanzi di cibo mortale si conservano per poco-
due ore dopo la festa, un'odor di putredine e sonno
risale a fatica dallo sfiatatoio.
Tra le poltiglie il silenzio canta la sua cantilena
gorgoglia nelle bocche degli addormentati,
ma un cane abbaia.
Il monte adombrato sembra un onda immobile
-lo sarà stato?-

Dall'antologia Napoli / Verso (Kairos edizioni 2007) sopra raffigurata.
I cachi (Atti I, II e III)
Atto I ( il volo della Balena )
Dicono sia questo il tempo dei cachi.
Arancio come i cachi era il topo
enorme gatto bianco-arancio.
Eccomi tra i piedi uno di quei fichi
Le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra,
come quando un albero di fico, sbattuto dalla bufera
Fico gonfio e vecchio, dalla smagliatura
sanguina la sua polpa.
La ferita rossa è dolore che nasce
Gah: ha ingravidato il mio grembo fangoso, e di fango
è la nostra memoria
bambina.
Ho visto passare una balena tra le montagne
il Capodoglio ingoiava tutti gli uccelli sulla sua via.
Ora Bed: quando spingeva nella mia carne
gonfiava il collo e fissava un unico punto.
E’ questa spelonca
questa caverna muschiosa e nera
il languore della miracolosa Avvocata.
Chi ha portato
alla negazione del fanale?
Ioiakìm (pazzo): Sono quello che la mia gioia ha consumato
cari nipoti. Non gioite assolutamente non gioite.
Il verbo sia fuoco, sia coltello
il coltello del macellaio penetrava in profondità
nella carne della vacca.
Ossa e muscoli sei figlio di tuo padre.
Thomas Edison ha tagliato le gole alle candele
e tu mi chiedi di sapere?
Le donne di prima mattina mangiavano cioccolatini
parlavano di tende e di uccelli.
La linea che porta gli uccelli da un ramo all’altro
era la stessa linea
Non sa e non può né sapere, né immaginare.
Hai lo stesso naso di tuo padre, specialmente di profilo.
Quell’ammasso di immagini dove sbava il sole
poi lo chiamiamo mondo, senza offesa.
Essere sta a mondo.
Teho: Mondo vivo, materia viva, mondo morto, materia
La fiamma danza senz’ombra.
La fiamma non porta l’ombra, ma sulla candela
dicono che l’anima è calda.
Più che i corpi s’avverte il rumore
quel lamento materno, quell’orde di uccelli che sciamano
su pianure rosse-terra
gli uccelli
con facce quasi umane, di scimmia.
Ho associato il grembo al fango ed il fango al buio.
Avevo la fronte sulle ginocchia
-da quanto dicono- e gli occhi chiusi, chiusi e basta
ed il buio, il fango mi tenevano caldo
dove tutto ancora non era o lento
diventava respiro.

Atto II ( la terra ingoia i suoi figli )
Tutta la carne è erba […] T.S.Eliot
Tutta la carne è erba
e se l’erba è carne, è di uomini spolpati
Oltre ai cani, persino i barbieri
fanno il pelo più bianco.
Teho: Il tempo ha reso rauco il mio cane
e bianchi i miei peli più caldi
Il male viene dalla terra, ogni terra
ingoia
I cachi li ho visti imbiancare Con la testa nell’erba
-Una testa di muffa, sei testa di muffa!
Dall’arancione al nero al bianco
colare la carne nell’erba, nel fango
sul fondo di un grembo più vasto.
Nuova vita, nuova povertà
Lod (il raffinato) :
La donzella pulita ingoiava i bambini non nati
Deglutire, deglutire,
nella bocca di Dio v’è distesa di sale,
nella bocca bavosa del vecchio v’è sale
Ioiakìm: Bloccate le nascite,
è un tempo triste il nostro, bloccate le nascite
: i nipoti mangiano pane e formaggio […]
E saremo terra e avremo fame di terra,
e da terra
mangerò le tue rosa caviglie
( La mia bocca guasta ama i frutti più dolci )
Appartengo al fango
vedo vermi e genitali d’asino
Con il ventre molle disteso sulla terra
ho la bocca piena di sangue
ed il mio è il sangue dei desolati
Deglutire, deglutire
Non ne sapevo nulla, non ne sapevano i padri
sarò il padre
dei figli più vecchi, miei figli
Ioiakim è sempre pazzo, Gah è incinta ,
la balena è affogata

Atto III ( la carne è varcata )
[…] Le fondamenta volarono in alto,
le sommità scesero sul fondo.
( Nel nome del padre )
La casa venne allagata
e noi spazzammo la casa con le scope di paglia di riso
spazzammo via i vetri e l’acqua
come non fosse acqua nostra.
Non ricordo esattamente quando.
era tutto un pulsare la polpa,
la pelle, lo straccio era un’unica lacerazione,
ho vomitato le mie gambe e i miei denti
ho vomitato tutte le mie facce, tutte le facce
Ohr : Eravamo germogli di pane,
abbracciati nel fango.
Il posto sembrerebbe lo stesso, vi racconteranno
Orribile -
Dicono ancora dei cachi,
vaneggiamenti..
orribile, davvero
Ioiakìm : Ho lasciato i miei occhi alla mia fine
la carne è varcata, figli miei
- La contadina ucraina
continuava a lavorare senza reggipetto -
La memoria mi ha perso,
mentre il fracasso dei cani […]
orribile
Lui sapeva del concepimento │ l’hanno fatto,
poi la parola del fango.
L’anima non è calda, né una candela.
Sono un morto alle prime armi
o un embrione
- Pane e formaggio, vorrei
Ci sono luoghi per chi non vuole piangere
- la memoria vede sempre di meno -
Gah: ricordo i loro nomi,
avevano mani morbide i miei figli, quei miei
tesori.
Ed io sono andato
dove la pioggia cancella le pozze
e le merde fanno bollire la frutta, i cachi.
I campi nascondono, covano, odorano.
I cachi!
Dicono che non ho occhi e penso come un cieco
passante: quantomeno la morte
avrebbe dovuto renderti responsabile […]
Riposino in pace le anime divorate
orribile, orribile
l’acqua è nel lavandino
ed il giro si fa sempre più stretto
( noi non abbiamo fretta )
Come sarebbe stata la non nascita, o neppure?
marciume
cuore marcire poltiglia.
Il salotto sul fondo del lago marcisce con me
sento nelle vene trottare i cavalli neri,
le messe da morto e le carrozze e le candele.
La caverna reclina di roseti divora di fumo
disumane profondità perdute, la femmina adorna
di sangue di viola chiude le porte ai diademi
di sangue di viola. La sete sacrale di sangue di viola
trascina la notte d’estate ritòrna alle sacre
fiumane di pece di vino e divora le sorde
anime di sale, avrò visto le sorde
anime.

scoiattolame
A voi miei figli
rimasugli di cena, putrido vino, tanto vino.
Prendete e mangiatene tutti -
Non una briciola, non una sola
briciola di pane che non fosse bagnata
avevamo i piedi nell’acqua e i calzini zuppi.
Che faccio poi?- dicevo - Se scrivo sento tirare i nervi,
il cervello basso
o il collo, crollo, bastone, testa
- l’umidità non aiuta chi scrive -
E maledette mutande!
Vedi, Dio deve avere mutande perfette.
Le mie lo erano, ora giro con la molla allentata,
la molla allentata e i calzini zuppi.
La casa è bagnata e i bambini battono le scarpe nella segatura,
la segatura gialla.
La stufa è calda, ma emette un odore di vomito, credi?
Ho il ventre gonfio di sangue e di crauti novelli,
il sangue stagnante dei polli pop popòò :::
- l’umidità di per se non aiuta e lo stomaco è guasto



